Oltre al nostro piatto “centrale”, il Ramen, da noi troverete lo Shabu Shabu, variante di un piatto mongolo, pare inventato ai tempi di Gengis-Khan come cibo per le truppe in guerra. Quindi, un altro piatto “veicolato” dalla Cina, che i Mongoli invasero nel 1211, arrivato in Giappone – con un salto di 8 secoli (quando si dice che la cucina e’ storia..) – nei primi anni ’50, con l’apertura del ristorante Suehiro a Osaka, per poi diffondersi negli Stati Uniti e in Canada.

Shabu shabu e’ un nome onomatopeico, perché riprende il rumore dei pezzetti di carne calati nell’acqua bollente, anche se qualcuno afferma che potrebbe invece evocare il fischio della pentola durante la cottura a bollore.

In sostanza, si tratta di un piatto che può essere preparato con diversi tipi di alimenti-base: manzo, maiale, pollo, gamberi, aragoste. Tutti da immergere due volte (da cui l’iterazione shabu shabu) in un liquido bollente insaporito con foglie d’alga e sale, posto su un recipiente al centro del tavolo, sopra un fornello acceso, dove ogni commensale si serve trasportando i cibi con le bacchette in una ciotola personale, usando i condimenti che preferisce, scelti fra quelli disposti in tavola. Una volta che lo shabu shabu e’ terminato, solitamente il brodo rimasto nella pentola viene unito al riso rimanente in tavola, dando luogo a una zuppa che può essere mangiata successivamente.

Da noi, la “materia prima” saranno carne di manzo e verdure, rigorosamente toscani ma secondo l’interpretazione più classica del piatto, con la possibilità di aggiungere gli udon (noodles preparati con farina integrale di grano) e altre sorprese che vedrete nel tempo (non possiamo raccontare tutto subito..).

Sara’ quindi un piatto “comunitario” (per star bene in compagnia riuniti intorno a un tavolo, attingendo dallo stesso contenitore) e anche molto “personale” (perché personalizzabile con ingredienti e quantità/varietà di condimenti variabili): un concentrato, a nostro avviso, di Giappone e di Italia.

Qui vedete un video che può darvi un’idea, ma per capire davvero dovrete venire da noi…